domenica 28 dicembre 2008

Nowhere Man [FanFic, AlfonsxEd]

Nowhere Man

He’s a real nowhere man
Sitting in his nowhere land
Making all his nowhere plans for nobody
Doesn’t have a point to view
Knows not where he’s going to
Isn’t he a bit like you and me?
Nowhere man please listen
You don’t know what you’re missing
Nowhere man.
The world is at your command
He’s as blind as he can be
Just sees what he want to see

Nowhere man.
Can you see me at all?
Nowhere man,
don’t worry.
Take your time,
don’t hurry.
Leave it all till somebody else lends you a hand
Doesn’t have a point to view
Knows not where he’s going to
Isn’t he a bit like you and me?
Nowhere man please listen
You don’t know what you’re missing

*

Tu, che racconti sempre storie su un altro mondo, che dici di vivere in un incubo.
Sai che io sono reale, che sono qui?
Io posso vederti, sentirti, toccarti…
Anche se tu non pensi che sia possibile, io sono capace di provare sentimenti, di amare.
Tu, sai che ti amo?


*

Ci siamo conosciuti in Romania, abbiamo subito legato. Tu pronunciasti il mio nome ancor prima che te lo dicessi, un segno del destino, pensai divertito. Era bello stare con te, mi faceva sentire felice e dentro al mio cuore sapevo che quello che stavo covando non era semplice amicizia.
Poi, un giorno ti presentasti davanti alla soglia di casa mia “mio padre se ne è andato”, dicesti a voce bassa.
Io non dissi nulla, ti feci entrare e così ci siamo ritrovati stretti l’uno tra le braccia dell’altro.
Da una parte…vorrei non averti mai incontrato.

Giorni felici, i primi che passammo insieme, giorni che, piano piano, andando avanti si facevano sempre più cupi, grigi e tristi.
In fondo, io lo sapevo che non mi avevi mai amato, o forse l’hai fatto, ma solo per un breve periodo.
Illuso io, che ho preferito evitare di vedere la realtà.

Come se qualcosa stesse prendendo possesso di te, lentamente incominciasti a cambiare.


*

Erano carine le storielle che mi raccontavi…un mondo speculare rispetto al nostro dove ancora vi è l’alchimia, non ci ho mai creduto quando mi dicevi che erano vere. E, ti dirò, dopo che mi hai detto la verità, non volevo più sentirle, troppo dolorose, però almeno in quel momento, almeno quando raccontavi quelle storie sorridevi, cosa che purtroppo con me facevi pochissimo.

*

“Non credo che questo mondo sia reale”

Tu puoi credere quello che vuoi ma io sono qui e sono reale ma soprattutto, questo è il mio mondo.
E le tue parole fanno male e si insinuano dentro di me, distruggendomi.

Io sono solo un rimpiazzo?

*

“Forse sono morto e questo è l’inferno”

Inferno? Avermi vicino significa Inferno?
Io ti ho aiutato, ho appoggiato le tue idee, ti ho ascoltato quando mi hai raccontato tutto.
Ho cercato di renderti felice, di farti sentire a casa.

Ci sono tante cose che vorrei urlarti contro, perché ti odio ma allo stesso tempo ti amo, ma non ci riesco e me ne pento.

Perché lo so che non è la mia immagine a riempire i tuoi sogni e quello che invochi è un nome “dell’altro mondo”.

Io non sono lui ma vorrei esserlo. Vorrei essere la persona che ami.
Perché io non vado bene?

*

“Penso che finché ci sarai tu io non potrò rincontrarlo.”

E un bicchiere va in mille pezzi, scivolatomi di mano mentre ascoltavo il tuo discorso, proprio come il mio cuore. Distrutto il mio cuore, in mille, minuscoli frammenti.

Ed è incredibile come io non riesca mai a ribattere, so solo sorriderti, passando per deficiente.

*

“Alfons, so che in questi giorni sono un po’ così ma, credimi, io ti voglio bene.”

Sei dolce quanto sei falso.
Non sei molto bravo a recitare, ti smentisci in continuazione, ma dato che mi reputi molto meno intelligente di te, pensi che non me ne renda conto.

Perché, nonostante io sappia, non ho ancora fatto nulla?

Fammi di tutto ma ti prego non mentirmi.
Le tue bugie mi fanno soltanto stare peggio.
La verità sarebbe meno dolorosa.

Se stai male, se ti rode stare con me, basta.
Io non ce la faccio più, dimmi che è solo un periodo, dimmi che passerà…perché io sono talmente ingenuo da sperare ancora.

*

“Muori”
ti ho sentito sussurrare nel sonno;
“Tu hai preso il suo posto”
ti ho sentito continuare.

Buio, freddo, soffoco.
Sento degli aghi penetrarmi nella pelle.
Sottili, pungenti, fanno male.
Sono i tuoi sguardi, le tue parole ma soprattutto la tua indifferenza.

Guardami…

*

Ormai sono mesi che non stiamo un po’ insieme, com’era consuetudine fare una volta.
Non hai il coraggio di dirmi le cose in faccia?
Perché su questo punto sai di avere torto ma comunque la colpa è sempre mia, vero?
Perché io sono solo un perdente, vero?

Ormai, quando sei con me il tuo volto è così privo di espressione ma comunque continui imperterrito la tua recita.

Quando non sono con te finalmente riesco a lasciarmi andare e piango. Perché fa male e io sono stato così cretino da non reagire.

Tu pensi di essere il solo a soffrire ma non è così.
Io sono qui, ti sono vicino, io soffro quando ti vedo in quelle condizioni e io sono uno stupido perché sono ancora qui a preoccuparmi per te, a pensare a come ti senti, a chiederti come stai, se c’è qualcosa che non va, per esserti di aiuto…

Perché non te ne accorgi, perché non rientro nel tuo campo visivo?

*

“Alfons, c’è qualcosa che non va?”

Oh, lo hai notato. Allora non sono completamente invisibile.
Ma io, evidentemente, sono masochista e ci godo a farmi del male, infatti ti rispondo:

“No, nulla, non ti preoccupare.”

Se io ti dicessi “sono malato, non mi resta molto da vivere” cosa mi risponderesti?
No, non me lo dire, non lo voglio sapere. Ho paura.

E ancora una volta ti mostro il mio sorriso, dolce e pieno di sentimento.
E ancora una volta mi guardi come se avessi fatto una cosa strana, lontana e inconsueta.

Un’altra fitta al cuore da aggiungere alla collezione.
Vorrei chiamare aiuto.
Ma dopotutto sono io che mi sono scavato la fossa, non mi resta altro che buttarmici dentro.

La disperazione si avvicina.

*

“In questo modo posso tornare nel mio mondo!”

Già, finalmente vedo la luce nei tuoi occhi.
Brillano di speranza, di gioia.

Mi amavi, non è vero?

Io desidero la tua felicità.

“Ora potrai tornare nel tuo mondo.”

Sii felice.
Un sorriso sul tuo volto.


Go home. To Shambala.

Sei così contento di lasciarmi?

Vorrei piangere, disperarmi, urlare.
Perché? Perché?! Perché?!!
Perché mi hai sempre detto bugie?!
Perché mi hai fatto soffrire?!
Perché non hai mai avuto il coraggio di dire…basta?

E ti guardo mentre ti allontani, sento il cuore stringersi in una morsa.

La vista si annebbia, fa freddo.
Tutto diventa…buio.


I know you said that the other world was no Utopia.
But, if the person you really miss is over there,
and if you can truly smile over there…
That’s your Utopia.


Probabilmente ti dimenticherai presto di me
ma, un giorno, quando chiamerai il mio nome rivolto ad una persona che non sarò io…
Ricordami.


Goodbye Nowhere man.
I loved you.


The song "Nowhere Man" is propriety of the band "The Beatles", based on the japanese doujinshi "Nowhere Man" by Yakumo Izumi [D.g Mechano] Original Story: "Hagane no Renkinjutsushi" [Fullmetal Alchemist] by Hiromu Arakawa

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